L’uomo replicato
Questo progetto prende ispirazione dall’analisi della virtualizzazione del corpo di Antonio Caronia nel libro “Il corpo virtuale”.
Una delle fasi di questo processo è la replica del corpo: egli analizza la volontà umana di replicare ciò che lo rende reale e tangibile, attraverso pratiche come la pittura ma ancora di più tramite la scultura e la realizzazione di mettici.
Le ultime due tecniche, forse per la loro tridimensionalità, hanno portato l’uomo alla credenza che statue e meticci di sembianze umane potessero trattenere al loro interno qualcosa di vivo e quindi animarsi o incarnare la vera persona o divinità rappresentata.
In queste foto viene documentata la realizzazione di una statua di argilla di un volto umano.
Lo scultore è presente ma non si vede pienamente in volto, l’unica fattezza umana chiara e visibile è quella della scultura che piano prende forma nell’argilla. Il volto dello scultore non è necessario, esso è rappresentato attraverso la scultura da egli stesso creata.
La statua incarna il suo autore e possiede al suo interno parte di lui.